| 18 Giugno 2026 18:02 |

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(Adnkronos) –

Gian Luca Pelloni Bulzoni, figlio adottivo di Raffaella Carrà, parla per la prima volta della sua adozione in occasione della presentazione della Fondazione Raffaella Carrà ETS, di cui è fondatore e presidente. Il racconto parte dal 22 aprile 2020, in pieno lockdown, quando alla Carrà venne diagnosticata la malattia. “Tocco un tasto un profondo”, premette, ricordando i giorni trascorsi all’Argentario (località amata dalla celebre cantante e conduttrice, morta nel 2021), la decisione di rientrare a Roma e l’appuntamento fissato per il 4 maggio con uno specialista. “Gli dicono che questo è uno dei più brutti tumori che poteva avere Raffaella, che era ai polmoni”. In quelle ore sospese, Pelloni la osservava scrivere in ufficio. “Le dissi: ‘Cosa stai scrivendo?’ E lei mi disse ‘il testamento'”. Una rivelazione che lui definisce “una botta tremenda”.

Il giorno successivo, davanti Sergio Japino (compagno di Carrà per oltre 15 anni, i due poi hanno continuato a lavorare insieme anche dopo la rottura), arrivò la richiesta che avrebbe cambiato tutto. “Mi chiamò in ufficio, mi disse: ‘Per portare avanti tutte queste cose che io ho fatto in tutti questi anni e conoscendomi tu perfettamente vorrei adottarti”. Una proposta che lo colse impreparato: “Mi ha preso veramente alla sprovvista”. Raffaella, però, gli lasciò il tempo di pensarci, con la determinazione che la caratterizzava: “Va bene, ti lascio tutto il tempo che vuoi, basta che me lo dici subito”. E lui, ancora frastornato, rispose semplicemente: “Ok, va bene”.