Il segretario alla Difesa Usa ha presentato la visione di Washington per il futuro dell’Alleanza. Revisione della presenza militare americana in Europa, pressione sugli alleati per raggiungere l’obiettivo del 5% e una nuova regola: da adesso il supporto Usa sarà commisurato all’impegno dei singoli alleati
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha aperto l’odierna ministeriale Nato senza mezzi termini, esponendo la visione di Washington per il futuro dell’Alleanza. Dalla revisione della presenza americana sul continente alla reprimenda sulle spese militari, passando per le critiche rispetto al mancato supporto nel conflitto con l’Iran, il capo del Pentagono ha spiegato cosa si aspetta Washington dai suoi alleati, anticipando quelli che saranno con tutta probabilità i temi più caldi dell’imminente summit di Ankara.
Cosa sarà la Nato 3.0
La “Nato 3.0″, ha spiegato Hegseth, sarà modellata sulla Nato 1.0, quella che “ha vinto la Guerra Fredda”, con gli alleati europei chiamati ad assumere la guida della difesa convenzionale del continente. La Nato 2.0, quella del dopo Guerra Fredda e delle missioni internazionali, è stata invece descritta da Hegseth come un’era di distrazione e di demilitarizzazione giunta al termine. Per costruire questa nuova versione dell’Alleanza, il Pentagono ha deciso di avviare una revisione della presenza delle truppe americane sul continente. “Chiamiamola revisione Nato 3.0”, ha detto. “Sarà un vero e proprio riesame. Alcuni Paesi non lo supereranno, altri lo passeranno brillantemente”.











