Lo Stretto di Hormuz torna al centro dell’attenzione internazionale dopo le dichiarazioni del vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, che ha sottolineato l’importanza strategica della rotta marittima per il commercio energetico globale.

Nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca, Vance ha affermato che nella sola notte precedente sono transitati attraverso lo Stretto circa 12,5 milioni di barili di petrolio, un dato utilizzato dall’amministrazione americana per evidenziare il progressivo ritorno dei flussi commerciali lungo uno dei passaggi marittimi più delicati al mondo. Le sue parole si inseriscono nel dibattito sull’accordo raggiunto con l’Iran per favorire la riapertura della navigazione e ridurre le tensioni nell’area. Secondo Vance, l’intesa rappresenta un passo significativo verso la stabilizzazione della regione e il ripristino della sicurezza delle rotte energetiche.

Il vicepresidente è diventato il principale difensore pubblico dell’intesa negoziata da Washington con Teheran, respingendo le critiche provenienti sia dall’opposizione sia da alcuni ambienti conservatori statunitensi. Tra i detrattori dell’accordo si è diffuso in modo ironico il soprannome “Epic Surrender” (“Resa epica”), un riferimento polemico all’operazione militare denominata “Epic Fury”, con cui gli Stati Uniti e i loro alleati avevano lanciato gli attacchi contro obiettivi iraniani nei mesi precedenti.