«In Sicilia il numero di ispettori del lavoro è inadeguato. Per tutto il territorio regionale, accanto a 34 unità di ispettori civili territoriali, operano 69 ispettori dell’Ispettorato nazionale del lavoro (allocati in sede Inps e Inail), oltre a pochi ispettori che si occupano di contenzioso e le unità del Nucleo ispettori del lavoro dei Carabinieri che fanno attività esterna». È quanto si legge nella relazione sull'incidente sul lavoro avvenuto il 4 maggio 2026 a Casteldaccia, nel quale persero la vita 5 operai a causa delle esalazioni di gas durante un intervento alla rete fognaria locale. La relazione è stata presentata alla Prefettura di Palermo, con la presenza della presidente della Commissione, Chiara Gribaudo, e della relatrice e membro della Commissione, Giovanna Iacono.
«Tutto ciò - continua la relazione - a fronte di circa 400mila imprese. La capacità di ispezionare cantieri e aziende è molto limitata». La Commissione ha evidenziato nodi strutturali legati agli appalti e ai subappalti: «Nel caso di Casteldaccia emerge come l’appaltatore non sia stato rispettoso delle norme e di comunicazioni corrette, violando le norme previste dal d.Lgs. 81/2008. In generale mancano i dati previsti per legge che riportino gli infortuni disaggregati anche rispetto alle catene degli appalti».







