MARGHERA - Dall'aggressione, alla denuncia collettiva e alla manifestazione. Abdul Mhade, l'imprenditore di origini bengalesi che tutta Marghera conosce come "Medy", sabato sera è stato picchiato a sangue da un gruppo di tre giovani stranieri per aver difeso il negozio accanto al suo da quegli stessi balordi che poi gli si sono rivoltati contro.

La notizia, diffusa ieri dal Gazzettino, ha trovato una risonanza talmente ampia che durante la giornata Medy è stato inondato di telefonate: «Ho ricevuto il sostegno di decine di commercianti di Marghera, dell'intera comunità bengalese, di molti lavoratori e tantissimi residenti», dichiara lui stesso. Già domenica aveva deciso di sporgere non una denuncia singola, ma collettiva, raccogliendo le testimonianze e le firme di tutti coloro che in questi ultimi mesi sono stati aggrediti per strada a Marghera. «Tutti i lavoratori che hanno subito il ricatto del "telefonino rubato" continua Medy e tutti i commercianti che o sono stati aggrediti e il fatto non ha avuto risonanza o c'è mancato poco che venissero picchiati, firmeranno la denuncia: saranno all'incirca una cinquantina». IL CORTEO Oltre a questo mezzo centinaio di persone che già hanno subito aggressioni ce ne sono però almeno il quadruplo che, da diversi mesi, non hanno più nemmeno il coraggio di metter piede fuori casa. «Sono già circa duecento le persone interessate a partecipare afferma Medy Ci saranno tutti i commercianti di Marghera e sono invitati anche quei residenti che da tempo hanno il terrore di camminare per le strade, andare a prendere un autobus, aprire e chiudere il proprio negozio al mattino e alla sera, far uscire i figli di casa. Sappiamo per certo che questi sono la stragrande maggioranza dei cittadini».Oltre alla denuncia di gruppo dunque, un grande corteo si snoderà lungo le vie principali della Città Giardino per chiedere più sicurezza e serenità. «Troppi ormai, dopo esser stati aggrediti, decidono di non denunciare convinti che non abbia alcuna utilità conclude Medy per questo la nostra intenzione è quella di coinvolgere in questa iniziativa anche la Prefettura: abbiamo pensato alla possibilità di organizzare un incontro tra cittadini e forze dell'ordine, in cui venga spiegato ai residenti come si sporge una denuncia e cosa accade una volta che viene depositata. Sarebbe bello che le autorità rassicurassero tutti su quel che accade una volta che vengono ufficializzate le querele». GUERRA CIVILE Medy, trasferitosi a Marghera 22 anni fa, è oggi uno dei residenti più attivi della comunità, parte integrante del gruppo Buongiorno Marghera. «Non appena è avvenuta l'aggressione il fratello di Medy ci ha subito allertati afferma il portavoce di Buongiorno Marghera Alvise Ferialdi In quel momento Medy era ancora al Pronto soccorso. Marghera non può diventare il far west: questi sono fatti a cui bisogna prestare grande attenzione. Le persone infatti potrebbero iniziare a reagire alla lunga. L'incubo è che scoppi una guerra intestina alla città, che ognuno cerchi di farsi giustizia da sé. Sarebbe bello che questi tre giovani che hanno aggredito Medy, dopo tutto lo scalpore mediatico che si è sollevato, si riconoscano e vadano a chiedere scusa alla persona che hanno aggredito. Sarebbe un segno importante di distensione, intelligenza e umanità». Appello che finora non è stato accolto.