Sul fronte della transizione energetica, l'Italia continua a inseguire il resto d'Europa, ferma al suo ruolo di fanalino di coda del continente. A metterlo in evidenza è la 29ª edizione della Sintesi Statistica Unrae, secondo cui nel 2025 le auto ricaricabili hanno raggiunto una quota del 12,8% del mercato (6,2% le full electric, 6,6% le plug-in) contro il contro il 31,2% medio degli altri paesi europei analizzati. Un dato che mette l'Italia in fondo alla classifica dei principali mercati continentali, alle spalle anche della Spagna.

"Anche nel 2025 il decollo della transizione energetica in Italia è stato rinviato all'anno prossimo", spiega il direttore generale di Unrae Andrea Cardinali. Secondo l'associazione, il ritardo è legato alla mancanza di misure strutturali di sostegno al settore, ma anche a un'infrastruttura di ricarica ancora insufficiente. Nonostante oltre 76.000 punti di ricarica pubblici installati, l'Italia resta infatti al 16° posto in Europa per densità della rete, con 15,5 punti ogni 100 chilometri di strade (contro una media europea di 22,1 punti/100 km). "L’Italia è l’unico grande mercato senza incentivi ai privati", prosegue Cardinali, "che pagano prezzi di ricarica fra i più elevati del continente, mentre resta al palo la revisione in chiave green della fiscalità aziendale".