L’Inps apre la piattaforma “Pignoramenti presso terzi su pensioni” per migliorare la gestione di queste procedure di riscossione. Così l’ente è tenuto a pagare direttamente i creditori bloccando una parte della pensione percepita da chi è indebitato. Il tetto minimo vivibile aggiornato è fissato a 1000 euro.
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Per i creditori sarà più semplice avviare e seguire le procedure di pignoramento delle pensioni. L'Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) ha infatti attivato la nuova piattaforma "Pignoramenti presso terzi su pensioni", uno strumento digitale pensato per semplificare lo scambio di informazioni e la gestione delle pratiche tra tutti i soggetti coinvolti.
La novità non modifica però le tutele previste dalla legge per i pensionati. Le pensioni restano pignorabili solo entro determinati limiti: una quota minima, pari a 1000 euro mensili, non può essere toccata. Quando viene avviata una procedura di pignoramento, l'Inps accantona le somme previste dalla legge e le mette a disposizione dell'autorità giudiziaria, che ne dispone poi l'eventuale trasferimento al creditore. Come funziona il pignoramento delle pensioni dall'Inps: le percentuali di riscossione Le pensioni, così come gli stipendi e gli assegno sociali, non possono essere pignorati sotto un determinato importo percepito, al fine di garantire ai cittadini un minimo vivibile. Questo limite è stato aggiornato con la legge numero 142, di conversione del decreto Aiuti-bis, nel settembre 2022 e portato a 1000 euro, il "minimo vitale" sotto il quale non si possono pignorare le pensioni. Questo importo equivale al doppio della misura massima mensile dell'assegno sociale.








