Si è infranto così, su un muro di gomma e nel silenzio della proprietà attuale, il tentativo di scalata al Cosenza Calcio da parte della cordata guidata dall’imprenditore Vincenzo Rota. L’ultimatum lanciato nei giorni scorsi è scaduto senza che dal club rossoblù arrivasse alcun segnale di vita, costringendo il potenziale acquirente a certificare, con "sommo dispiacere", il definitivo naufragio delle trattative per il passaggio del 100% delle quote societarie.A far saltare il banco, secondo quanto denunciato da Rota in una nota amara, è stata la totale indisponibilità della proprietà – che fa capo al patron Eugenio Guarascio – anche solo a sedersi a un tavolo per discutere i dettagli.Un "no comment" di fatto che rischia di paralizzare l'avvio della prossima stagione calcistica, con i tempi tecnici ormai ridotti all'osso per programmare il futuro della squadra.Il piano industriale "fantasma" (per la proprietà)

Eppure, i presupposti per una svolta societaria radicata sul territorio sembravano esserci tutti. La proposta del gruppo Rota – definita dall'imprenditore "seria, concreta e corredata da puntuale analisi economico-finanziaria" – metteva sul piatto un progetto a lungo termine. Il piano prevedeva non solo il coinvolgimento di professionisti e partner di livello nazionale per marketing e comunicazione, ma mirava a restituire al club una governance fortemente legata alla città. Tra i punti cardine c'era anche la creazione di un nuovo Centro Sportivo – con strutture già individuate – per rilanciare il settore giovanile come fulcro dell'intera attività sportiva. Tutto inutile. Per i vertici del Cosenza Calcio, quel piano industriale non è stato ritenuto meritevole "nemmeno di un incontro alla presenza della proprietà".Solo carteggi tra avvocati