Una ricerca condotta in cinque paesi europei e basata sulle testimonianze di cento persone ha portato alla luce la stessa paura: la crescita dell’estrema destra è un pericolo per i diritti

Portogallo

“La libertà non è un bene acquisito per sempre. In qualsiasi momento le cose possono cambiare”, afferma un uomo. “Ho paura dei neofascisti, sono fissati con la sessualità”, gli fa eco un altro. “Un giorno hai diritti, il giorno dopo non li hai più”, aggiunge una donna. “Perché? Siamo inferiori agli altri?”, si chiede un’altra. “Anch’io pago le tasse”.

Circa cento persone in là con gli anni, e che si identificano come lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersex (lgbt+), sono state intervistate in Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Slovenia. In tutti i paesi è emersa una forte preoccupazione per la crescita dell’estrema destra. L’obiettivo del progetto, intitolato “Trace” e distribuito su cinque anni (2023-2027), è di analizzare l’invecchiamento delle persone lgbt+, la discriminazione in funzione dell’età e le politiche pubbliche nell’Europa meridionale. Finanziato dal Consiglio europeo della ricerca, ci lavorano cinque ricercatori, uno per ciascun paese, che si sono fatti raccontare dagli anziani la loro vita, ascoltandoli per ore. Poi, in una seconda fase, sono passati alle domande.