Un orologio Omega (ph Swatch official website)

Boccata d’ossigeno per l’orologeria svizzera. Secondo i risultati diffusi dalla Fh-Federazione dell’industria orologiera svizzera, nel mese di maggio le esportazioni di segnatempo elvetici si sono attestate a 2,11 miliardi di franchi svizzeri (pari a circa 2,3 miliardi di euro al cambio di oggi), in aumento dello 0,4% rispetto allo stesso mese del 2025, interrompendo così due mesi consecutivi di flessione. Ad aprile, infatti, l’export registrava un crollo del 16,6%, mentre a marzo la contrazione si è ridotta all’1%. Gli analisti di Barclays hanno tuttavia evidenziato che il mese di maggio ha beneficiato di una giornata lavorativa aggiuntiva rispetto allo scorso anno. Correggendo quindi il dato, le esportazioni avrebbero registrato una contrazione del 4,6%.

A pesare maggiormente sui risultati è la Cina. Le esportazioni verso il Paese del Dragone sono infatti crollate del 21,4% a maggio. Al fianco della Cina rimane complesso lo scenario geopolitico in Medio Oriente. Il conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele sta infatti incidendo sia sulla fiducia dei consumatori sia sui flussi turistici internazionali, con effetti diretti sulle vendite di beni di lusso nei canali travel retail e duty free. Particolarmente significativo il dato relativo agli Emirati Arabi Uniti, hub strategico per il commercio di orologi di alta gamma, dove le esportazioni svizzere sono diminuite del 13,5% a maggio su base annua. La regione del Golfo aveva rappresentato uno dei principali motori di crescita del comparto lo scorso anno, con esportazioni superiori a 2,6 miliardi di franchi svizzeri (2,8 miliardi di euro).