Dopo il forte aumento di aprile, l’export di orologi svizzeri ha registrato una contrazione in maggio. Al centro della scena c’è ancora una volta il mercato numero uno, quello degli Stati Uniti, che in aprile aveva fatto un gran balzo grazie all’effetto dazi-scorte, effetto che si è poi esaurito. In sostanza, l’incertezza provocata dagli annunci sui dazi americani aveva portato molti operatori ad accumulare scorte. In maggio questo non c’è stato e gli Usa hanno quindi avuto una flessione e si sono aggiunti ad altri mercati principali già in territorio negativo.
L’export di segnatempo elvetici in maggio è stato di 2,09 miliardi di franchi (2,23 miliardi di euro al cambio attuale), il 9,5% in meno rispetto allo stesso mese del 2024. Nonostante questa contrazione, il bilancio per i primi cinque mesi 2025 resta positivo: tra gennaio e maggio le esportazioni sono state di 10,76 miliardi di franchi (11,48 miliardi di euro), l’1,1% in più in rapporto allo stesso periodo dell’anno scorso. Quest’anno il segno negativo c’è stato in febbraio e appunto in aprile, mentre negli altri tre mesi ci sono stato rialzi per l’export di orologi rossocrociati.
Questo l’andamento dei primi dieci mercati nel mese di maggio: Stati Uniti 268 milioni di franchi (-25%), Cina 165 milioni (-17%), Giappone 158 milioni (-10%), Hong Kong 156 milioni (-12%), Singapore 136 milioni (-3%), Regno Unito 130 milioni (-14%), Emirati Arabi Uniti 120 milioni (+17%, unico mercato nella top ten con il segno positivo in maggio), Francia 118 milioni (-18%), Germania 109 milioni (-4%), Italia 91 milioni (-9%).








