Dal nostro corrispondente
NEW DELHI - A conferma dell’impatto sul commercio globale della guerra dei dazi scatenata dagli Stati Uniti, a maggio le esportazioni cinesi sono cresciute al ritmo più basso da tre mesi. Contestualmente le pressioni deflazionistiche sono aumentate, con i prezzi alla produzione che hanno registrato la contrazione più forte da quasi due anni.
Il mese scorso le esportazioni cinesi verso il resto del mondo sono cresciute del 4,8% su base annua, in frenata rispetto all’8,1% registrato ad aprile e al di sotto del 5% medio previsto da un gruppo di economisti sondati dall’agenzia Reuters. Le importazioni sono diminuite del 3,4% anno su anno, in netto peggioramento rispetto al calo dello 0,2% di aprile. Le aspettative erano di una contrazione molto più modesta, inferiore all’1 per cento.
«La crescita delle esportazioni è stata probabilmente frenata dai controlli doganali, legati alle limitazioni all’export», spiega Xu Tianchen, senior economist dell’Economist Intelligence Unit, osservando che le esportazioni di terre rare (diventate un’arma negoziale contro gli Usa) lo scorso mese si sono quasi dimezzate, mentre quelle di macchinari elettrici sono rallentate significativamente.






