"Aiuta la sinistra, è lui a chiamarsi fuori". Sull'Ucraina no a Draghi mediatore Ue

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nostro inviato a Évian (Francia)Quello che traccia Giorgia Meloni al termine del G7 di Évian è un bilancio certamente "positivo". Non solo per "l'ottimo clima" tra i leader presenti", ma anche per il "livello della discussione" e il tipo di dossier trattati. Un vertice, ammette la premier, su cui ha "influito positivamente l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran", decisamente un buon viatico per i lavori del summit francese. Di cui tira le somme Meloni nel corso di una conferenza stampa che si allarga anche a temi più strettamente italiani, dai tempi del percorso parlamentare del via libera per una missione a Hormuz fino a Roberto Vannacci che ormai da settimane agita le acque del centrodestra.Il rapporto con TrumpUn bilancio che parte proprio dall'inquilino della Casa Bianca, visto che le incomprensioni degli ultimi mesi sono state ripetute e in alcuni casi anche profonde. Ma con Trump, spiega la premier, "il rapporto è immutato, non ci sono state recriminazioni e non abbiamo parlato di quello che è successo". Insomma, dice Meloni, "non c'è bisogno di chiarimenti" perché "alla fine ognuno capisce qual è il punto di vista dell'altro". E così è stato a Evian nelle "diverse occasioni di confronto". "Smentisco le ricostruzioni ridi e scherza", aggiunge la premier. Certo, "c'è anche la battuta", ma i temi trattati "erano quelli del vertice" e c'è stata "grande condivisione", in particolare sull'Ucraina, sull'Indo-pacifico e sul rapporto con l'Africa.Convergenza sull'UcrainaNel giorno in cui il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa annuncia l'avvio dei colloqui con Mosca per aprire un negoziato sull'Ucraina, la premier torna a ribadire la necessità di un confronto diretto tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Anche se il primo, aggiunge, "ha dimostrato un'attitudine sincera verso la soluzione del conflitto", mentre "nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca" e "quei segnali ora sono necessari".Il "no" a Mario DraghiNel corso della conferenza stampa, c'è anche una domanda sulla proposta di individuare un mediatore europeo con Mosca, perché il "proliferare di formati" con Paesi diversi (E3, E4 o E5) "non ha l'autorevolezza e l'autorità per parlare a nome dell'Europa". Meloni, dunque, riproporrà la questione già oggi al Consiglio europeo di Bruxelles. Quanto al profilo, la premier è convinta che "sarebbe molto difficile proporre una persona che viene da uno dei grandi Paesi europei" e sarebbe invece preferibile "rivolgersi verso le medie potenze dell'Ue". Insomma, non ritiene percorribile la candidatura di Mario Draghi, nome circolato a più riprese.Missione a HormuzLa premier conferma poi la disponibilità italiana a partecipare allo sminamento dello Stretto di Hormuz, ovviamente dopo un via libera del Parlamento. Che non vede a breve. "Ci sono 60 giorni di tempo", dice, e "vogliamo vedere come va", così da "valutare in corsa se e quando sia il caso di partire con una missione".