Evian, 17 giu. (askanews) – Della domanda su Roberto Vannacci in conferenza stampa ne avrebbe fatto volentieri a meno, come sempre quando tocca parlare di questioni interne mentre si è impegnati in un vertice all’estero. Figurarsi se il summit in questione è quel G7 di Evian che Giorgia Meloni, alla fine della tre giorni, definisce “molto importante” perchè ha consentito di lavorare “bene insieme con una convergenza su tutti i temi che non era scontata”. Il riferimento abbastanza facile da cogliere è anche all’allineamento degli Stati Uniti sull’Ucraina, quella posizione che prevede sostegno a Kiev e pressioni, sanzioni comprese, sulla Russia per portarla al tavolo della pace che i leader hanno sottoscritto senza eccezioni. E, d’altra parte, proprio il rapporto con il numerouno della Casa Bianca era uno dei grandi temi di questo vertice dopo mesi di gelo. Una freddezza che sembra essersi sciolta sotto il sole della località dell’Alta Savoia sul lago Lemano, tanto da far parlare Meloni di “rapporto immutato”.

La premier ironizza sui vari siparietti carpiti dai cronisti attraverso le immagini del circuito e ci tiene a dire che tra i due non ci sono stati solo scherzi e battute. Ma non avalla nemmeno l’idea del disgelo in quanto tale, come se gli scontri pubblici delle ultime settimane non fossero quasi esistiti. Nessuna recriminazione, spiega, perché “siamo due persone che hanno un loro carattere abbastanza forte” e “difendono con determinazione il loro interesse nazionale” ma “alla fine ognuno capisce ovviamente quale può essere il punto di vista dell’altro e quindi siamo ripartiti direttamente parlando di ciò che va fatto con la stessa naturalezza con cui lo facevamo fino all’ultima volta”.