di
Paolo Centofanti
BOE ha annunciato l’inizio della produzione di massa e le prime consegne di display OLED prodotti nel suo nuovo impianto per substrati G8.6. È la prima fabbrica cinese di questo tipo e la seconda al mondo capace di lavorare su substrati così grandi
BOE ha tenuto a Chengdu la cerimonia ufficiale per l’avvio della produzione presso il nuovo impianto AMOLED di generazione 8.6 (G8.6). Si tratta della prima fabbrica cinese di questo tipo e la seconda al mondo ad entrare in funzione: poche settimane fa, Samsung Display aveva iniziato la produzione presso la sua linea G8.6, ed era la prima al mondo. L’inaugurazione segna un passaggio importante per il mercato della tecnologia OLED, con la fine del predominio sudcoreano. Nel suo discorso di apertura, Chen Yanshun, Presidente di BOE Technology Group, ha dichiarato:
“La corretta transizione alla produzione di massa della linea AMOLED G8.6 di BOE colma un vuoto strategico nazionale nelle linee di produzione AMOLED ad alta generazione. Questo impianto integrerà i risultati di ricerca più all'avanguardia di BOE nel campo dei display OLED, guidando l'industria cinese verso la leadership tecnologica. Continueremo a mettere il cliente al centro, rispondendo con precisione alla pressante domanda di display premium da parte dei mercati interni e internazionali, creando valore e supportando il successo dei nostri partner”.Fino ad oggi l’industria cinese, che domina la produzione mondiale di LCD, ha per lo più rincorso le aziende coreane sull’OLED, riuscendo a competere solo sul mercato degli smartphone, dove BOE ha una forte presenza soprattutto per i suoi display flessibili adottati dai tanti brand cinesi. BOE gestisce tre linee di produzione di schermi OLED di sesta generazione (G6) situate a Chengdu, Chongqing e Mianyang. Con l’entrata in funzione della quarta linea di BOE, la competizione si fa molto più accesa, anche perché si tratta della prima di altre linee G8.6 in via di costruzione nel paese asiatico: TCL CSOT e Visionox stanno infatti costruendo fabbriche sempre di generazione 8.6 e per di più basate su processi innovativi “maskless”.La nuova linea di BOE, frutto dell’investimento di 63 miliardi di Yuan (8 miliardi di euro), lavora su vetri madre G8.6, vale a dire con una superficie di 2290 mm x 2620 mm, la più ampia oggi utilizzata per la produzione di schermi OLED per evaporazione in camera vuoto con maschera metallica (FMM). Per avere un riferimento, le linee di LG Display per la produzione di schermi white OLED per i TV, utilizzano substrati G8.5, leggermente più piccoli. Più è grande il vetro madre, più schermi possono essere prodotti da una singola lastra, aumentando l’efficienza del processo e riducendo di conseguenza il costo di produzione. La fabbrica di BOE è in grado di lavorare 32.000 substrati al mese e produrrà principalmente schermi di medie dimensioni per laptop, tablet e monitor per PC. I primi display prodotti sono degli schermi 14 pollici con risoluzione 2,8K e il primo cliente a riceverli è Lenovo, per la sua serie di PC YOGA Air. Durante la cerimonia sono saliti sul palco anche Asus, MSI, OPPO, vivo, Honor, ZTE, Transsion, Xiaomi e NOTHING.La nuova linea di BOE è la prima al mondo basata su processo con FMM in grado di produrre sia schermi OLED flessibili, che OLED con architettura tandem, vale a dire con due strati emissivi sovrapposti per migliorare efficienza e longevità. I display qui prodotti utilizzeranno una matrice TFT di tipo LTPO, in grado di offrire una frequenza di aggiornamento adattiva da 1 a 240 Hz.









