Il mare non perdona i nostri errori. Dalle calette più romantiche del Mediterraneo fino all’Oceano Artico e ai suoi iceberg, dal Mar dei Caraibi all’Antartide, negli ultimi anni, ricercatori di ogni parte del mondo hanno riscontrato la presenza dei peggiori inquinanti rilasciati nell’ambiente dall’uomo. In tutti i climi, e sotto tutti i cieli, anche in zone che ci sembrano pure e remote, le acque marine contengono geni resistenti agli antibiotici, microplastiche, PFAS e TFA, l’acido trifluoroacetico. Non mancano tracce di SARS-Cov-2. Dagli oceani, però, arriva anche una possibile risposta. La collaborazione tra istituti scientifici di molti Paesi diversi, e poi tra governi, istituzioni internazionali e forze armate, insieme al progresso della ricerca scientifica, consentono già oggi all’umanità di ricavare nuovi farmaci da forme di vita marine. «Oggi proteggere la salute umana significa, inevitabilmente, prendersi cura del mare e degli oceani» spiega Andrea Piccioli, direttore dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha convocato a Roma ricercatori ed esperti di ogni parte del mondo per il primo Ocean and Human Health International High Level Forum.
Tumori e malattie neurologiche, dai molluschi alle spugne: le nuove cure arrivano dal mare
Il mare non perdona i nostri errori. Dalle calette più romantiche del Mediterraneo fino all’Oceano Artico e ai suoi iceberg, dal Mar dei Caraibi all’Antartide, negli ultimi...









