HomeFirenzeCronacaConcordato ex Gkn a rischio. Qf e IdeaGroup contro i commissariChiesto dalle due società il rinvio del voto: "Relazione per i creditori parziale e discrezionale". Gli avvocati: "Orienterebbe la scelta attraverso una rappresentazione illegittima ’a senso unico’".Chiesto dalle due società il rinvio del voto: "Relazione per i creditori parziale e discrezionale". Gli avvocati: "Orienterebbe la scelta attraverso una rappresentazione illegittima ’a senso unico’".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCAMPI
di Pier Francesco Nesti
Nuovo ostacolo sulla strada del concordato preventivo per l’ex Gkn. Qf e Idea Group hanno chiesto infatti il rinvio del voto perché non avrebbero ricevuto le osservazioni da parte dei commissari giudiziali. Tutto questo dopo che la relazione degli stessi commissari, Enrico Terzani e Daniele Fico, depositata su incarico del giudice delegato Maria Novella Legnaioli, aveva lanciato un segnale d’allarme sulla sostenibilità del piano da 22 milioni di euro, come riportato da La Nazione, presentato per rilanciare il sito produttivo. Ieri invece Qf e e Idea Group, società che il concordato lo sostiene economicamente, hanno presentato un’istanza urgente al tribunale di Firenze "per l’adozione di provvedimenti a tutela della regolarità delle operazioni di voto" e, appunto, per il loro spostamento. Istanza che ha preso corpo dopo che il 12 giugno i commissari giudiziali avevano inviato alle parti la relazione definitiva mentre le operazioni di voto dei creditori sulla proposta di concordato sono fissate a partire dal 20 giugno. I commissari, come scrive nell’istanza l’avvocato Giampiero Belfiore per conto di Qf e Idea Group, "si sono limitati a inviare la relazione definitiva contenente una mera sintesi, del tutto parziale e discrezionale, di alcune delle osservazioni e delle contestazioni pervenute, omettendo di trasmettere il testo integrale. Ciò non costituisce una mera irregolarità formale, ma una radicale violazione del diritto dei creditori a un consenso informato". Da qui l’appello al giudice affinché "adotti i provvedimenti necessari a rimuovere un vizio del contraddittorio che, dove perdurasse, sarebbe idoneo a inficiare la genuinità del consenso dei creditori e a riverberarsi sulla validità dell’intero procedimento". Non solo, perché, sempre secondo l’avvocato, "il fraintendimento di fondo che vizia l’intera relazione commissariale è la confusione tra il giudizio di ammissibilità della proposta e l’ipotesi di un futuro ed eventuale inadempimento. Ciò che la relazione presenta come ‘inammissibilità’ è, in realtà, il prodotto di un’operazione non consentita: la sostanziale costruzione, a opera dei commissari, di una nuova e ipotetica proposta basata su proprie valutazioni e il conseguente giudizio sulla stessa. In tal modo, i commissari non solo fuorviano i creditori, ma usurpano la facoltà di modifica della proposta, riservata dalla legge al solo proponente".






