Minacce di morte e offese scritte sul muro del sottopasso del Disco, Marco Giacanella ha sporto denuncia ai carabinieri. Ieri il vicesindaco ha raggiunto la Caserma di via delle Puglie depositando la querela contro ignoti. Sono quindi i militari a procedere nell’attività investigativa, nel tentativo di risalire all’autore di un gesto indirizzato contro l’assessore di Stefania Signorini e per il quale, lui, ha già ricevuto attestazioni di vicinanza. Non è da escludere che nelle indagini si possa valutare di visionare le immagini della videosorveglianza della zona, sebbene all’interno del tunnel che conduce alla spiaggia non sarebbero presenti le telecamere. Ma intanto il vicesindaco ha ripreso il lavoro. Già nelle scorse ore, sul Carlino, aveva detto "non mi faccio intimorire" e di andare "avanti a testa alta", definendo però il clima "inaccettabile" e che non fosse tollerabile "una tale violenza verbale". Le frasi d’odio, in rima e con un refuso nel cognome (Giaccanella, con due "c"), sono apparse ipoteticamente tra domenica e martedì: "Giaccanella fascista sei il primo della lista. Giaccanella sei nero finisci al cimitero", il messaggio agghiacciante. La sindaca Stefania Signorini aveva subito stigmatizzato la gravità dell’accaduto ("Non ci potrà mai essere spazio per violenza e offese", le parole della Prof). Così fanno anche alcune forze politiche. Dalla minoranza Andrea Belegni, segretario del Circolo Pd Falconara, nell’esprimere "solidarietà all’assessore", spiega di condannare "quel tipo di atti, che nulla hanno a che vedere con la dialettica politica. Ci preoccupa che non sia il primo episodio, come assistiamo talvolta a livello nazionale. C’è una tensione che pare crescere e uscire dai canali della democrazia. Non rappresenta le nostre posizioni, ne prendiamo le distanze e ci dissociamo totalmente da quanto si è verificato". Per Andrea Paci, segretario cittadino della Lega, "quella che abbiamo visto non è semplicemente una scritta indecente su un sottopasso, ma il segnale di un clima d’odio sempre più preoccupante che nulla ha a che vedere con il confronto democratico. Dare del fascista a chi la pensa diversamente e arrivare ad augurargli la morte rappresenta un livello di degrado che dovrebbe indignare chiunque, a prescindere dall’appartenenza politica. Mi auguro che la condanna di questi gesti sia unanime e trasversale, perché il rispetto delle persone e delle idee è il presupposto indispensabile per una comunità civile e per un sano confronto politico".