"Meloni prima della lista" e "Meloni appesa". Sono le due scritte comparse in un sottopasso di Campo di Marte e portate all’attenzione da consigliere di Fratelli d’Italia per il Quartiere 2, Simone Sollazzo. "Un episodio vergognoso – denuncia Sollazzo sui social – che non può essere liquidato come una semplice bravata o come una manifestazione di dissenso politico. In democrazia si può criticare un Governo, contestare una maggioranza, combattere politicamente un avversario. Ciò che non si può fare è alimentare odio e minacce. Per questo provvederò a scrivere immediatamente al presidente del Quartiere e al sindaco di Firenze affinché la scritta venga rimossa quanto prima, ma anche perché arrivi una presa di posizione" senza "ambiguità su quanto accaduto". Non è nota, invece, la data di realizzazione delle scritte che, comunque vengono stigmatizzate da Sollazzo. Sul caso sono comunque in corso gli accertamenti della Digos per risalire agli autori del gesto, anche grazie alla presenza di telecamere di videosorveglianza. "Le istituzioni democratiche - aggiunge - meritano rispetto sempre, indipendentemente dal colore politico di chi le rappresenta. E proprio oggi (ieri ndr), 2 giugno, questa dovrebbe essere una convinzione condivisa da tutti. Mi auguro che la condanna sia unanime e immediata. Perché la democrazia non si difende a giorni alterni e non cambia valore a seconda di chi è il bersaglio. Troppo spesso infatti assistiamo a indignazioni selettive". A stretto giro arriva anche la condanna della sindaca Sara Funaro. "Le minacce di morte – commenta la prima cittadina – alla presidente del Consiglio sono inaccettabili. La politica può è deve essere confronto, ma mai odio e violenza. Il rispetto per le persone e le istituzioni non può mai venire meno, a prescindere dal colore politico". Poi l’annuncio per una cancellazione rapida delle scritte. "Abbiamo già attivato gli interventi – conclude – per la rimozione delle scritte. Difendere il dibattito democratico significa condannare senza esitazioni ogni forma di intimidazione e violenza politica. A Giorgia Meloni la mia solidarietà". Sul caso interviene anche l’eurodeputato di FdI, Francesco Torselli: "Nel giorno in cui l’Italia celebra la Festa della Repubblica c’è chi sceglie di insultare e minacciare il Presidente del Consiglio. Un gesto che nulla ha a che vedere con il dissenso politico e che merita una condanna netta e unanime a prescindere dalle appartenenze politiche. A Giorgia Meloni va la mia piena solidarietà".