CASTELMASSA (ROVIGO) - Sesso e droga nella casa a luci rosse. Tra ragazze squillo, bong di vetro, pipe artigianali e cocaina, secondo gli investigatori c'era chi arrivava per un incontro sessuale e chi per procurarsi una dose. Al centro dell'indagine dei carabinieri c'è un cinquantaseienne di Castelmassa, proprietario dell'abitazione, denunciato insieme a un marocchino di 37 anni residente a Badia Polesine e a una donna lettone di 34 anni residente nel Veronese. Secondo l'ipotesi accusatoria, i tre avrebbero avuto ruoli diversi in un giro dove sesso e droga si intrecciavano all'interno della stessa casa.

Le donne sfruttate Le ragazze arrivavano da fuori provincia e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ricevevano i clienti nell'abitazione. Gli incontri venivano pagati in denaro oppure con sostanze stupefacenti. A fare da tramite sarebbe stata la donna, che lavora in un locale notturno e che avrebbe contattato giovani disponibili a raggiungere Castelmassa per fare sesso a pagamento. Il proprietario avrebbe invece messo a disposizione la casa, diventata il punto di riferimento dell'attività. A far emergere il presunto giro non è stata però una lunga indagine, ma una telefonata arrivata alla centrale operativa dei carabinieri. A chiedere aiuto era stato proprio il cinquantaseienne, trovato completamente ubriaco mentre sosteneva di aver subito un tentativo di furto nella propria abitazione. Quando i militari sono arrivati sul posto per verificare la segnalazione, si sono trovati davanti una situazione ben diversa. All'interno della casa hanno trovato il trentasettenne marocchino e una giovane donna. In una camera da letto erano ben visibili bong in vetro, pipe artigianali, cucchiai con segni di bruciatura e altro materiale utilizzato per consumare e confezionare sostanze stupefacenti. La successiva perquisizione ha portato al sequestro di circa undici grammi di cocaina riconducibili, secondo gli investigatori, al trentasettenne. Un ulteriore quantitativo della stessa sostanza, circa 1,3 grammi, è stato invece trovato nella disponibilità del proprietario della casa. La donna presente nell'abitazione ha consegnato spontaneamente oltre quattro grammi di hashish.Le denunce Da quel momento gli approfondimenti investigativi hanno consentito di allargare il quadro. Attraverso dichiarazioni e accertamenti, gli investigatori sono arrivati a ipotizzare che l'abitazione fosse utilizzata con regolarità per incontri sessuali a pagamento. Un'attività che, sempre secondo l'accusa, sarebbe stata organizzata attraverso il coinvolgimento della trentaquattrenne lettone. Per il proprietario dell'immobile è così scattata la denuncia per detenzione di sostanze stupefacenti in concorso e per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il trentasettenne marocchino è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio della cocaina sequestrata. Nei suoi confronti è stata inoltre avanzata la proposta di foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Castelmassa per quattro anni ed è stata ritirata la patente di guida. Anche la donna lettone è stata denunciata per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.