C’era chi lo raccontava agli amici, come se fosse una spacconata da bar o il resoconto di una mirabolante impresa da pescatore. E c’era chi, invece, aveva svelato tutto a un familiare, agitato per un incubo notturno successivo alla visione di un film di guerra. Sono emersi così, rimanendo a lungo confinati a segreto per pochi intimi, i tremendi dettagli riguardo i viaggi dell’orrore di alcuni esaltati, volati nella Bosnia martoriata dalla guerra per uccidere civili come fossero animali durante un safari. Parlavano di qua, parlavano di là. Peccato che lo loro coscienza – se ce l’hanno o l’hanno mai avuta – non abbia avuto un soprassalto, motivandoli a parlarne con le forze dell’ordine, l’unico interlocutore che sarebbe stato giusto mettere a parte delle loro terribili imprese. Si sarebbe saputo prima di questi scellerati tour, consentendo alle persone colpite nei loro affetti di avere giustizia in tempi più brevi.