HomeMilanoCronacaUn nobile milanese tra i cecchini del weekend a SarajevoTrentenne all’epoca dall’assedio in Bosnia, si sarebbe vantato con gli ex compagni del liceo di avere preso parte ai safari dell’orrore e di aver sparato sui civiliLa foto sequestrata durante la perquisizione del Ros a casa dell’indagato residente nell'alessandrinoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciAppassionato di armi, discendente di un antico casato, alle spalle problemi con la giustizia e una storia oscura che ora si incrocia con le indagini della Procura di Milano sui “cecchini del weekend“, italiani che avrebbero sparato contro i civili durante l’assedio di Sarajevo degli anni ’90.

I sospetti si concentrano su un nobile milanese, trentenne all’epoca della guerra in Bosnia, che secondo una testimonianza raccolta dallo scrittore Ezio Gavazzeni e ora al vaglio degli inquirenti in passato si sarebbe vantato, durante rimpatriate con i vecchi compagni del liceo, di essere andato a Sarajevo negli anni ’90 e di aver sparato. Dell’uomo, la cui posizione è al vaglio del pm Alessandro Gobbis, che coordina le indagini dei carabinieri del Ros, parla anche un reportage sul Times di Londra.

Le perquisizioni

Episodi che riemergono dalle nebbie del tempo, come quelli che hanno indirizzato le indagini verso altri nomi, mentre ieri l’inchiesta ha fatto un nuovo passo avanti con la perquisizione eseguita nella casa nell’Alessandrino di Lucio C., uno dei quattro indagati per omicidio volontario.