I padri della Repubblica: da sinistra, Pietro Nenni, Meuccio Ruini, Olindo Vernocchi, Alcide De Gasperi e Palmiro TogliattiRoma, 18 giugno 2026 – Il 18 giugno di ottanta anni fa con la proclamazione definitiva da parte della Cassazione dei risultati del referendum si diradavano le ultime incertezze sulla transizione. Il primo verdetto provvisorio della Cassazione del giorno 10 aveva lasciato incertezze, il Governo aveva comunque proclamato la Repubblica e dopo alcuni scontri di piazza e, non senza qualche dura polemica, il Re era partito per l’esilio.
Tuttavia, a testimonianza delle incertezze, la Gazzetta decisiva uscì con la nuova intestazione ”Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana” solo il 20 con i due verbali della Cassazione e quindi, col decreto presidenziale n. 1 relativo all’assunzione dei poteri di Capo dello Stato provvisorio da parte di De Gasperi e varie altre norme di regolazione della transizione Decreto firmato da De Gasperi stesso e controfirmato da Togliatti come Guardasigilli.
I due leader di partito che avrebbero contribuito a strutturare quella che è stata, almeno fino alla cesura del 1989, “la Repubblica dei partiti”, come la definì Pietro Scoppola, giacché sulla loro forza si strutturò concretamente la Repubblica, dotata consapevolmente e necessariamente di istituzioni deboli per evitare che le distanze tra le forze politiche durante l’epoca della Guerra Fredda producessero polarizzazioni estreme tra chi si fosse trovato al Governo e chi all’opposizione.







