Due distinte regie dietro la notte thriller che ha insanguinato le strade di Napoli. A meno di ventiquattro ore dall’omicidio che ha scosso il quartiere San Lorenzo e dal triplice ferimento di San Giovanni a Teduccio, sul tavolo degli inquirenti c’è una prima, granitica certezza: i raid, a dispetto della strettissima finestra temporale che li separa, non sono in alcun modo collegati. Due episodi distinti, dunque, e altrettanti moventi. Sullo sfondo, però, un solo - poco rassicurante - comune denominatore: il contesto camorristico nel quale sono maturati. Il duplice binario investigativo sembra intanto destinato a percorsi radicalmente differenti. Avrebbe le ore contate l’uomo che, in via Vigliena, ha fatto fuoco contro un intero nucleo familiare. Il misterioso pistolero sarebbe intervenuto per prendere le parti del figlio, un ragazzino di appena sedici anni, che poco prima aveva importunato una donna. Un atto di arroganza che avrebbe innescato la difesa dei tre uomini che, di lì a breve, avrebbero però pagato a caro prezzo quel gesto di “cavalleria di strada”. Ben più profondo e oscuro, invece, il pozzo in cui affonda le radici l’omicidio di Antonio Mauro, ucciso come un boss in via Rosaroll.
Sparatoria a San Giovanni, identificato l’aggressore: «Una spedizione punitiva»
Due distinte regie dietro la notte thriller che ha insanguinato le strade di Napoli. A meno di ventiquattro ore dall’omicidio che ha scosso il quartiere San Lorenzo e dal triplice ferimento...







