La firma di Trump al documento del G7 sull’Ucraina valeva bene un inchino dell’ospite Macron: la cena a Versailles e un concerto nella cappella reale, in onore del presidente Usa, con la scusa, per invitarlo da solo, della celebrazione dei 250 anni degli Stati uniti, del contributo di Lafayette per il trattato di indipendenza firmato proprio nel palazzo di Luigi XIV nel 1783 (dove c’è del «vero oro, non del placcato oro», ha commentato Trump).
MA IL PRESIDENTE Usa ieri, alla conclusione del G7 aveva già dimenticato Kyiv. Il suo unico interesse è l’Iran, per gli effetti sul prezzo del petrolio. L’Iran è minacciato di nuovi bombardamenti «se non si comporta bene», mentre gli Usa «prenderanno l’uranio arricchito iraniano». Per gli europei, una nuova dipendenza emerge: il ritardo negli investimenti sull’Ia (intelligenza artificiale). Ieri, il G7 si è concluso con un dialogo tra i politici e gli imprenditori del digitale, da Sam Altman (OpenAi), a Diego Amodei (Anthropic) e Arthur Mensch (della francese Mistral).
IL G7 DI EVIAN si è svolto senza urti, cioè è riuscita la manovra di “gestire” Trump, per ottenere qualcosa da quella che è ancora la prima potenza mondiale, ed è già un successo, visto il precedente canadese dell’anno scorso (Trump aveva abbandonato i partner a Kananaskis prima della fine e aveva rinnegato gli impegni).











