Alcune volte non serve necessariamente mostrare, o meglio dare in pasto, un trauma attraverso tutte le sue sfaccettature per far capire le ferite che ha lasciato. Ha concepito così il suo esordio dietro la macchina da presa l’attrice e ora regista Tommy Dorfman (13 Reasons Why), Ti auguro ogni bene – in sala dal 18 giugno –, adattamento dell’omonimo bestseller dell’autore «Young Adult» Mason Deaver. Un libro che, nei polarizzati e schizofrenici Stati uniti di oggi, portava già con sé una storia difficile, non solo tra le sue pagine ma soprattutto come conseguenza dell’enorme successo mescolato a un tema estremamente attuale, la queerness e la non binarietà di genere.

Ti auguro ogni bene (2019) è infatti, già poco dopo la pubblicazione, diventato una presenza costante nelle liste dei libri bannati nei distretti scolastici degli stati storicamente conservatori come Florida, Texas e Tennessee, dove è stato rimosso dalle biblioteche insieme ad altre centinaia di titoli a tematica Lgbtqi+. Un chiaro esempio della guerra culturale in atto, legata alla censura e alla «wokeness», che stiamo vivendo anche dal nostro lato dell’oceano – basti pensare all’attuale polemica legata al fantomatico «patentino antifascista» per Più Libri Più Liberi.