Certo che peggio non poteva andare, al nostro governo. Voleva eliminare o ridimensionare l’Ets, il pur blando meccanismo di tassazione della produzione di CO2, cercando di assestare altro colpo alla politica di decarbonizzazione dell’Ue e favorendo i petrolieri. Non ci riesce, e allora chiede di poter derogare al patto di stabilità per le spese derivanti dalla riduzione delle accise, misura che sì aiuta gli italiani, ma non dispiace ai petrolieri perché così non diminuiscono i consumi. E invece che fa l’Europa? Risponde che permette questa deroga, di ben 14 miliardi, ma solo per un elenco di misure ben precise, che escludono quella per il quale il governo aveva fatto la richiesta.
Le misure comprendono: acquisto di veicoli elettrici, batterie e panelli solari, adeguamento delle reti elettriche e sviluppo di sistemi di accumulo. Inoltre la Commissione raccomanda al nostro Paese di “accelerare l’elettrificazione e intensificare gli sforzi per la diffusione delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo anche attraverso la piena attuazione delle riforme in materia di autorizzazioni, in particolare a livello subnazionale, e investendo nella rete elettrica”. Insomma, una bella bacchettata a chi rallentando le rinnovabili sta in tutti i modi cercando di prolungare la dipendenza dai combustibili fossili.







