La scia di sangue sulle strade di Napoli è, ancora una volta, motivo di allarme. Negli ultimi giorni, due gravi episodi hanno riacceso le mobilitazioni cittadine e l’attenzione delle istituzioni che, malgrado il loro impegno, devono fare i conti con la frequenza degli incidenti mortali, diminuiti rispetto agli anni passati ma con numeri che destano ancora preoccupazione. L’escalation Dall’inizio del 2026 sono nove le vite spezzate in strada, l’ultima è quella di Sossio D’Ambra, 60enne di Grumo Nevano travolto l’11 giugno da uno scooter contromano mentre attraversava in via Caracciolo, l’arteria di Mergellina dove nel 2022 perse la vita la 34enne Elvira Zriba, falciata da un motociclista. Il secondo grave incidente è accaduto lunedì sera, in via Cattolica, tra Fuorigrotta e Bagnoli, dove un centauro di 23 anni ha perso una gamba dopo l’impatto frontale contro un’auto.
I dati Le strade considerate “a rischio” riguardano in maniera trasversale la maggior parte dei quartieri cittadini senza risparmiare zone centrali e ad alta concentrazione di turisti. Nel dossier della sezione Infortunistica stradale della polizia municipale di Napoli, guidata da Vincenzo Cirillo su direzione del comandante generale Ciro Esposito, sono 30 le strade cittadine considerate a rischio per il numero di incidenti complessivi secondo il report del 2025 nel quale la totalità dei sinistri mortali riguarda 23 vittime, rispetto alle 35 registrate nel 2024.«Vagone volante», proseguono i lavori alla funicolare di Montesanto a NapoliIn cima alla statistica, le strade killer in base alla cifra dei sinistri, sono corso Garibaldi (72) corso Vittorio Emanuele (71), via Manzoni (62 con un ferimento grave), via Foria (61), via Galileo Ferraris (55), via Montagna Spaccata (54 con un ferimento grave e un incidente mortale), corso Umberto I (54 con un ferimento grave e un incidente mortale), via delle Repubbliche Marinare (54), piazza Giuseppe Garibaldi (50 con un ferimento grave) e via Nuova Marina (46 con un ferimento grave e un incidente mortale). Ad aggiudicarsi la maglia nera, compaiono anche via Francesco Caracciolo al dodicesimo posto con 44 sinistri e un ferimento grave, a cui si aggiunge il pedone investito pochi giorni fa, via Posillipo al ventesimo posto con 36 sinistri, via Gianturco, via Diocleziano e per ultima, al trentesimo posto, via Antonio Cardarelli con 31 incidenti e un ferimento grave. L’emergenza Ai dati del 2025 si sommano i gravi episodi del 2026 con nove vite spezzate, tra cui l’ultimo pedone investito, Sossio D’Ambra, Oksana Kotlova e Rubakha Zhanna, le due sorelle di origine ucraina travolte mentre attraversano in corso Garibaldi e Italo Ferraro, scrittore e docente universitario falciato al corso Vittorio Emanuele. La provincia L’emergenza riguarda anche la periferia di Napoli e l’area vesuviana dove tra le strade killer compaiono la Statale 268 del Vesuvio, con un numero di incidenti tra più alti in Europa, l’Asse Mediano e l’Asse perimetrale Melito-Scampia. A rendere ancora più critica la situazione è la stagione estiva come spiega il generale Ciro Esposito, sottolineando che «statisticamente i mesi di maggio, giugno e luglio sono quelli che restituiscono i dati più rilevanti relativamente ai sinistri con lesioni». «Con l’approssimarsi del periodo estivo cresce il rischio di incidenti più gravi in quanto abbiamo più traffico di pedoni e moto anche nelle ore serali» spiega Esposito che raccomanda «ai più giovani, spesso utenti della mobilità alternativa, di usare bici elettriche e monopattini con il rispetto delle regole del codice della strada, si tratta di proteggere la propria incolumità e quella degli altri». Il vademecum La parola d’ordine è «responsabilità», come spiega il comandante Esposito che invita giovani e adulti a «ridurre la velocità, evitare distrazioni ad esempio l’uso di smartphone che è vietato e aumenta il rischio di incidenti, indossare sempre il casco che riduce sensibilmente il pericolo di lesioni gravi e ovviamente non guidare dopo aver bevuto alcolici, il consiglio quando si passa una serata in compagnia di amici è di pianificare il rientro: chi guida non deve bere». Anche «aumentare la propria visibilità può aiutare in tema di sicurezza» conclude il comandante che consiglia «in bici, a piedi e in moto di rendersi maggiormente visibili con abbigliamento chiaro o rifrangente, tenere sempre le luci accese, ed evitare di impegnare la carreggiata nei punti ciechi».








