Il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2 (Ets) non va sospeso né indebolito. Al contrario, l’Italia dovrebbe utilizzare integralmente i proventi delle aste per finanziare la transizione energetica, la competitività industriale e la sicurezza energetica.
È il messaggio emerso dall'evento “L'Ets per l’Italia: competitività, sicurezza, prospettive”, organizzato dal think tank climatico Ecco e ospitato a Montecitorio dal vicepresidente della Camera Sergio Costa.
Ecco richiama l’attenzione sull’utilizzo delle risorse generate dal sistema. Tra il 2012 e il 2024 le aste Ets hanno prodotto in Italia circa 18 miliardi di euro di entrate pubbliche. Di queste, però, soltanto 1,6 miliardi, pari al 9% del totale, sono stati destinati a misure direttamente riconducibili alla transizione energetica e climatica.
Una quota nettamente inferiore rispetto alla media europea, dove circa il 75% dei proventi viene reinvestito in politiche per il clima e l’energia.
L’incontro arriva a poche settimane dalla revisione dell’Ets attesa per il 15 luglio, quando la Commissione europea presenterà la propria proposta di aggiornamento del principale strumento comunitario per la riduzione delle emissioni industriali ed energetiche.







