Non è la prima volta che il bar Chèri viene preso di mira dal racket. Nelle carte dei 181 arresti del febbraio dell'anno scorso, l'inchiesta dei carabinieri che ha decapitato i vertici di tutte le famiglie mafiose di Palermo, c'è traccia di una intercettazione nella quale due uomini d'onore, Francesco Stagno - braccio destro dei fratelli Nunzio e Domenico Serio, reggenti del mandamento Tommaso Natale San Lorenzo - e Antonino Mazza parlavano proprio della richiesta estorsiva da presentare al titolare del locale.Mazza, però, metteva in guardia Stagno sulla possibilità di essere denunciati: «Francè, vedi che sono sbirri questi – diceva – questi dello Chèeri vedi che sono quattro cani abbandonati».Stagno, però, non sembrava preoccupato di ricevere una denuncia che gli avrebbe aumentato un eventuale pena da scontare se arrestato: «Non mi interessa – rispondeva – tanto o ne prendi otto o ne prendi dieci... sempre carcere è». La soluzione sarebbe presto arrivata: «Non dobbiamo fermarci, o con le buone o con le cattive»