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Per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il G7 di Evian è stato "molto importante, un vertice significativo" che ha toccato i dossier internazionali più importanti. Sono diversi i segnali che derivano dalla riunione, a partire dalla "unità del gruppo" e quindi dalla sua capacità "di dialogare con i partner". I presenti, riunitisi nella città francese, hanno accolto positivamente l'accordo raggiunto fra Usa e Iran, considerandolo "un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso". Il passo successivvo, adesso, è quello di "assicurare la sicurezza delle rotte marittime internazionali e la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Al riguardo, ll'Italia "è pronta a fare la propria parte, anche nell'ambito di eventuali missioni volte a garantire la sicurezza dei traffici commerciali, fermo restando il rispetto delle necessarie procedure autorizzative".

Sull'altro fronte, Kyev resta una priorità nel quadro di una "situazione sul campo molto diversa da quella che certa propaganda russa continua a raccontare. L'obiettivo, comunque, resta quello di "favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin". Sul possibile mediatore, dopo che il Cremlino aveva proposto l'ex cancelliere Schroder, la partita è ancora aperta. "Se si vuole arrivare a un risultato su questo tema - ha aggiunto la premier - credo che sarebbe molto difficile proporre una persona che proviene da uno dei grandi Paesi europei. Una scelta di questo tipo renderebbe, dal mio punto di vista, più difficile raggiungere un accordo. Mi rivolgerei quindi verso le medie potenze dell'Unione europea".