Genova – La pena, in Corte d’Appello, è stata ridotta di poco. Ma il quadro accusatorio, già confermato dal Tribunale, ha retto anche al vaglio del secondo grado di giudizio. Durante il quale è stato ribadita la condanna di Ahmed Musthak, cittadino bengalese di 44 anni, per l’omicidio della moglie, la connazionale di 32 anni Sharmin Sultana. Assassinata nel loro appartamento di via Emanuele Ferro, a Sestri Ponente, la sera del 6 marzo 2023, mentre in casa erano presenti anche i due figli piccoli. Musthak, secondo la ricostruzione dei carabinieri coordinati dal pubblico ministero Marcello Maresca, aveva poi gettato il corpo dalla finestra, per simulare un suicidio. Oggi (mercoledì 17 giugno) l’uomo, che è ancora detenuto in carcere, ha visto la sua pena diminuire dai 22 anni e 6 mesi di reclusione stabiliti in primo grado dalla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Massimo Cusatti, a 21 anni. In virtù del concordato proposto dalla sua avvocata, Vittoria Garbarini, e accordato dai giudici. Una forma di patteggiamento che si può richiedere davanti alla Corte d’Appello. Bugie e versioni contrastanti Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a monte del femminicidio c’era l’estrema contrarietà di Musthak all’emancipazione della moglie. Che in quei giorni si apprestava ad affrontare un colloquio di lavoro. Una scelta fatta per trovare maggiore libertà, ma che l’uomo rifiutava assurdamente di accettare e rispettare. Non solo, il quarantaquattrenne aveva accusato rabbiosamente Sultana perché quest’ultima aveva aiutato un’amica, custodendone il passaporto per evitare che fosse trovato durante un’eventuale perquisizione, in seguito a una denuncia. La Corte d’Assise, nelle motivazioni della sentenza di primo grado, avevano parlato delle bugie di Musthak e delle sue ricostruzioni «contrastanti» o «inverosimili». Di versioni «del tutto fantasiose» e del suo aver «mentito spudoratamente». Cercando di mascherare l’assassinio della moglie prima da suicidio, poi da incidente. Già perché nel corso del processo il quarantaquattrenne aveva cambiato la sua versione dei fatti, parlando di una lite con la consorte, uno scontro fisico e poi una caduta di lei. Conclusa con la testa della trentaduenne che aveva colpito una pesante lastra di pietra appoggiata a terra (un pata puta, mortaio tradizionale del Bangladesh, ndr), che avrebbe provocato una copiosa emorragia. Il pm Maresca però aveva analizzato in udienza la relazione della medico legale Sara Lo Pinto. La quale aveva spiegato come le lesioni riportate dalla donna - almeno per quanto si era potuto comprendere vista la successiva caduta da otto metri e le sue devastanti conseguenze sul cranio - sarebbero state compatibili con un colpo dotato di un’energia cinetica più importante rispetto a quella generata dalla caduta sul pata puta. Un colpo inferto volontariamente, insomma. Tanto che, per la Corte d’Assise, Musthak aveva colpito la moglie sollevando la macina di pietra e l’aveva poi scaraventata fuori dalla finestra «ancora agonizzante». A smentire la versione del suicidio erano stati i carabinieri, insospettiti da alcune parole dei due figli della coppia. La più grande aveva fatto un disegno a scuola sul tema del segreto: aveva raffigurato, hanno descritto i giudici nella sentenza di primo grado, «una porta con del nastro giallo a croce, del tipo di quello utilizzato dalla polizia per l’apposizione dei sigilli, recante la scritta: segretissimo segreto». Ascoltata in incidente probatorio - istituto che anticipa la formazione di una prova rispetto al processo - la ragazzina aveva spiegato che quella porta «di fronte alla quale lei stessa s’era rappresentata era la porta della cucina (teatro dell’aggressione, ndr), locale al cui interno, contravvenendo all’ordine del padre», aveva visto la «mamma per terra, con gli occhi aperti, “che stava soffrendo”», si legge nella sentenza della Corte d’Assise.
Femminicidio di Sestri Ponente, pena ridotta a 21 anni in Appello per Ahmed Musthak
Il delitto era avvenuto la sera del 6 marzo 2023. L'uomo aveva fornito nel corso del tempo versioni diverse









