Non si chiama più "esame di Stato", viene dato più spazio all'educazione civica, sarà più difficile raggiungere il massimo della votazione e si verrà bocciati se si farà scena mutaNon si chiama più "esame di Stato", viene dato più spazio all'educazione civica, sarà più difficile raggiungere il massimo della votazione e si verrà bocciati se si farà scena mutaSaranno più di mezzo milione gli studenti che in Italia, da giovedì 18 giugno alle 8:30 dovranno affrontare l'esame di maturità. Ed ecco la prima novità rispetto all'anno scorso: la conclusione del percorso di studi si chiama di nuovo "esame di Maturità", e non più "esame di Stato", appellativo che gli era stato attribuito con la riforma voluto dall'allora ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer, nel 1997. Oltre al nome, le modifiche alla prova riguardano anche i suoi contenuti e il sistema di valutazione. Conseguenze della nuova riforma Valditara.La struttura della maturità 2026La struttura dell'esame rimane sostanzialmente invariata rispetto all'anno scorso: due prove scritte (quella di italiano e quella di indirizzo, che durano entrambe un massimo di 6 ore), un colloquio orale e il voto finale espresso in centesimi. A variare, però, sono innanzitutto i contenuti del colloquio orale. Gli studenti dovranno portare anche una riflessione personale sul proprio percorso formativo, che coinvolga in particolare la loro esperienza con la Fsl, la cosiddetta "formazione scuola-lavoro", e le domande dei commissari - interni ed esterni - si concentreranno su quattro discipline e non più tutte. Centrale, nella fase orale dell'esame, sarà anche l'educazione civica: una parte del colloquio infatti sarà dedicato alla verifica delle competenze acquisite in quest'ambito dagli studenti. Con particolare attenzioni ai temi dell'ambiente e della Costituzione. Anche la composizione della commissione d'esame, che avrà il compito di valutare gli studenti, cambia. Dai sette membri degli anni scorsi si passa a cinque: due saranno interni, tre esterni e un presidente, anch'esso esterno. Le novità nel sistema di valutazioneIl meccanismo del voto finale resta sostanzialmente invariato rispetto al 2025 - venti punti per ogni prova e quaranta al massimo come crediti scolastici -, ma a cambiare è il sistema di assegnazione dei punti bonus. La commissione potrà premiare con un massimo di tre punti (l'anno scorso erano cinque) solo gli studenti che abbiano già raggiunto quota 90. Per di più, per ottenere il massimo si dovrà comunque avere almeno 9 in condotta. Per questo motivo, sarà più difficile arrivare a 100 centesimi finali.Chi ha sei in condotta in pagella deve inoltre portare all'esame un elaborato critico scritto, in materia di cittadinanza attiva e solidale da esporre in sede di colloquio orale. Il nodo della scena muta all'oraleUno dei temi centrali - anche la risonanza mediatica che avevano avuto i casi verificatisi l'anno scorso - è la questione della scena muta all'esame orale. Nel 2025 molti studenti, per protesta contro il sistema scolastico odierno, si erano rifiutati di rispondere alle domande della commissione. Al fenomeno, Valditara ha deciso di rispondere stabilendo che, da quest'anno, chi farà scena muta all'orale potrà essere bocciato, anche in caso di un ottimo percorso scolastico e crediti sufficienti a raggiungere comunque la soglia del 60. Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp