Nella vita di un calciatore, o di una calciatrice, indossare la maglia della Nazionale è un privilegio riservato a pochi, spesso a pochissimi.
Per questo la partecipazione a un’edizione della Coppa del Mondo rappresenta l’apice della carriera, per sé stessi, ma anche il giusto orgoglio per chi ha condiviso negli anni il percorso fino alla convocazione.
A volte accade anche che quella gioia possa essere condivisa, magari con chi prima ha avuto la stessa opportunità o, addirittura, con chi la divide nello stesso momento. È ciò che succede quando i Mondiali di calcio diventano “affari di famiglia”.
Sì, perché nel corso della storia della Coppa del Mondo ben 35 volte padre e figlio hanno difeso i colori della propria Nazionale, anche se in alcuni casi sono scesi in campo con maglie diverse.
Il “nuovo” Uzbekistan: se il Mondiale diventa una vetrina del regime Figli d’arte Non è mai accaduto che padre e figlio vincessero entrambi la Coppa del Mondo, nonostante alcune di queste coppie avessero il talento, e la fortuna, di giocare in Nazionali attrezzate per l’impresa, come accaduto ai Maldini: nel 1998 Cesare, che aveva giocato i Mondiali del 1962 in Cile, guidò dalla panchina Paolo, leader e capitano sfortunato degli Azzurri, sconfitti ai quarti, ai rigori, dalla Francia che si apprestava a vincere il titolo.













