Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale aretuseo, Simone De Martino, ha fissato per il primo luglio l'udienza preliminare relativa all'inchiesta sul depuratore Tas (Trattamento acque di scarico) della raffineria Isab Sud di Priolo. Al centro del procedimento, l'accusa di inquinamento ambientale per presunti sversamenti illeciti nel mare attraverso il canale Alpina.

Oltre alla società Isab srl, risultano imputati l'ingegnere Bruno Martino, già direttore delle operazioni e oggi in quiescenza, e altri due tecnici della raffineria, Gaetano Barbagallo e Gaetano Petralito. Tra gli imputati anche Maria Grazia Micieli, amministratrice e socia del Centro Analisi P.Q.A. di Siracusa, che curava le analisi per conto di Isab, e la stessa società di analisi.

L'inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Tommaso Pagano e Marco Dragonetti, trae origine da un episodio avvenuto nel novembre 2020, quando nella baia di Santa Panagia, allo sbocco del canale Alpina, fu segnalata una moria di pesci e granchi. Le verifiche dell'Arpa e della Capitaneria di Porto avevano rilevato la presenza di sostanze idrocarburiche lungo gli argini della foce. La Procura, già impegnata su altri fronti ambientali, aprì un fascicolo d'indagine, affidando al Nictas dell'Asp ulteriori accertamenti.