Bruxelles – Nessuna revisione al ribasso: i dati consolidati confermano che a maggio l’inflazione nell’eurozona si è attestata al 3,2 per cento, in aumento rispetto ad aprile (3 per cento). Si tratta del quarto mese consecutivo di rialzo del costo della vita, trainato dalla guerra in Iran e dalle sue ripercussioni. A trainare in alto l’indice di inflazione tra aprile e maggio soprattutto servizi (+0,5 punti percentuali, al 3,5 per cento) e beni industriali non energetici (+0,1 pp, a 0,9 per cento). Stabile l’energia (10,8 per cento), mentre registra una flessione la voce ‘generi alimentari, bevande alcoliche e tabacco’ (-0,5 pp, a 1,9 per cento).Tra le principali economie dell’eurozona si registra un aumento contenuto per la Spagna (+0,1 pp, a 3,6 per cento), mentre aumenta in modo più marcato in Francia (+0,3 pp, a 2,8 per cento) e Italia (+0,4 pp, a 3,2 per cento). Per l’Italia, rilevano i dati dell’istituto di statistica europeo, l’inflazione è crescita dall’1 per cento di gennaio al 3,2 per cento di maggio. In controtendenza la Germania, dove l’inflazione registra una contrazione (-0,2 pp, a 2,7 per cento).Il dato tedesco evidenzia la natura disomogenea dell’andamento dell’inflazione non solo tra i Paesi dell’UE con la moneta unica, ma all’interno di tutta l’Unione europea. Rispetto all’aprile 2026, l’inflazione è diminuita in undici Stati membri (Belgio, Croazia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria) ed è aumentata in sedici (Austria, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia).L’1 luglio sono attese le stime preliminari sull’inflazione di giugno, utili a capire se l’UE e la sua eurozona continuano a risentire delle tensioni geopolitiche o se, al contrario, sono pronte ad un allentamento del costo della vita.
Eurozona, a maggio inflazione ancora in aumento: è al 3,2 per cento
I dati consolidati di Eurostat per maggio certificano l'aumento dell'inflazione per il quarto mese consecutivo: si riduce però in 11 Stati membri








