La regista del film simbolo del genocidio a Gaza prosegue la campagna per l’accertamento dei crimini di guerra. A Napoli ha conosciuto una compagna di scuola di Hind, rifugiata in Italia: “Mi sono commossa, per questi bambini deve esserci giustizia”.
"La voce di Hind Rajab", vincitore del leone d'oro a Venezia, è forse il film che meglio ha rappresentato il genocidio in Palestina degli ultimi anni. La regista, Kaouther Ben Hania, ha dato il via con questa pellicola ad una serie di iniziative per andare a identificare i responsabili dei crimini di guerra commessi a Gaza, a cominciare proprio dalla morte di Hind Rajab e della sua famiglia, sterminati mentre abbandonavano Gaza in auto, con la piccola Hind, di appena 6 anni, che ha atteso al telefono l'arrivo dei soccorsi per tre ore, prima di essere uccisa, insieme ai suoi soccorritori della Mezzaluna rossa, dall'esercito israeliano. Ben Hania ha ricevuto a Napoli il premio "Pellegrini di pace", promosso dalla Chiesa di Napoli e dall'Arciconfraternita dei padri pellegrini, ricevendo il premio da Don Gennaro Matino, nella cornice della chiesa di San Giovanni Maggiore nel centro di Napoli. Qui ha incontrato una compagna di scuola di Hind Rajab, un bambina rifugiata a Napoli insieme alla sua famiglia ed ospite, come tante altre famiglie, della Chiesa di Napoli che sotto impulso del vescovo Don Mimmo Battaglia, ha aperto le porte ai rifugiati palestinesi. E' stata proprio la piccola gazawi, in un clima di profonda commozione generale, a consegnare il premio a Kaouther Ben Hania. A margine dell'evento la regista tunisina ha rilasciato un'intervista esclusiva a Fanpage.it. Dopo il film le azioni dei politici e dei militari israeliani hanno assunto centralità nel dibattito internazionale, secondo lei dopo il film è cambiato qualcosa intorno alla Palestina?






