L’implementazione dell’intelligenza artificiale è una sfida a cui le aziende sono chiamate a rispondere, se vogliono rimanere competitive e al passo con i cambiamenti della tecnologia e del mercato. Ma un nuovo studio ribalta parzialmente la questione: oltre ad aumentare gli investimenti in IA, ciò che appare prioritario è rafforzare l’infrastruttura per i dati in tempo reale. Ad affermarlo è il nuovo Data Streaming Report 2026 di Confluent, società del gruppo Ibm con sede a Mountain View, in California.

Il report, che ha coinvolto oltre 4600 responsabili It in tutto il mondo, rivela che per il 72% dei rispondenti è proprio la mancanza di un’infrastruttura su cui si basano le iniziative di intelligenza artificiale il principale ostacolo per la crescita della tecnologia. Altri due fattori di intralcio riguardano poi le incertezze sulla provenienza, l’aggiornamento e la qualità dei dati (66%) e la frammentazione della proprietà dei dati stessi (65%). Tutto questo pone un freno anche all’adozione dell’IA agentica, come denunciato dal 66% dei responsabili It coinvolti nel sondaggio.

A ribadirlo è Shaun Clowes, chief product officer di Confluent: "La maggior parte delle organizzazioni non ha un problema di investimenti nell'IA, piuttosto un problema legato ai dati. I sistemi di IA dipendono da informazioni aggiornate, accurate e contestualizzate, ma molti continuano a essere costruiti su dati frammentati, processi batch e infrastrutture che non sono state progettate per supportare un'intelligenza continua”.