Fabio Cannavaro ha parlato dei rischi di giocare all’Azteca con l’Uzbekistan ai Mondiali evitando di commettere l’errore fatto dall’Italia nel 2010: “I Mondiali peggiori”.

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Fabio Cannavaro si prepara all'esordio da CT ai Mondiali sulla panchina dell'Uzbekistan. L'ex campione del mondo con l'Italia nel 2006 affronterà un avversario difficile, temibile, come la Colombia. Una sfida che sulla carta vede i sudamericani favoriti anche se l'Uzbekistan vuole stupire. Una partita che si giocherà nel glorioso Stadio Azteca che si trova a un'altitudine di 2.240 metri sul livello del mare a Città del Messico. Una condizione che chiaramente influisce notevolmente sulle prestazioni sportive per via della minore densità dell'aria e la carenza di ossigeno. Cannavaro a tal proposito in conferenza stampa ha elencato i rischi di giocare all'Azteca spiegando però di non aver fatto l'errore commesso dall'Italia prima dei Mondiali in Sudafrica nel 2010.

"È un problema che ogni squadra affronta quando gioca in altura — ha spiegato —. Ho avuto la fortuna di giocare in un Mondiale in Sudafrica (il territorio è estremamente vario. Le zone costiere si trovano a livello del mare e l'altopiano interno varia dai 900 ai 1.900 m ndr). Siamo andati con l'Italia in una località montuosa per 25 giorni. Alla fine, credo sia stato il peggior Mondiale che abbiamo mai disputato con la nazionale italiana". L'Italia in quei Mondiali fu eliminata nella fase a gironi, con solo 2 punti: pareggi contro Paraguay e Nuova Zelanda, sconfitta contro la Slovacchia. Ecco perché Cannavaro ricordandosi di quanto avvenuto ha voluto evitare che si ripetesse la stessa cosa modificando notevolmente la preparazione alla partita. "Alla fine, abbiamo deciso di venire qui all'ultimo minuto, per giocare, per scendere in campo — ha detto ancora Cannavaro parlando dell'altitudine –. È un problema, un problema che credo abbiano tutte le squadre, non solo l'Uzbekistan, ma tutte quelle che hanno giocato qui negli ultimi 150 anni. Questo non mi preoccupa". Cannavaro dunque, che vanta anche uno staff decisamente a tinte azzurre, ha parlato anche di come stia vivendo questi Mondiali oggi nella vesti di allenatore e non più di calciatore.