A vent’anni dalla notte di Berlino che lo consacrò leggenda del calcio mondiale, Fabio Cannavaro torna sul palcoscenico più importante del calcio internazionale con una nuova missione: guidare l’Uzbekistan verso la sua storica prima partecipazione ai Mondiali FIFA 2026.

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L’ex capitano dell’Italia nazionale di calcio, che nel 2006 sollevò la Coppa del Mondo dopo il trionfo contro la Francia, oggi siede in panchina e prova a scrivere una nuova pagina di storia, questa volta da commissario tecnico della nazionale uzbeka.

"È la prima volta che andiamo al Mondiale, è la prima volta che alleno in una competizione di questo livello", ha raccontato Cannavaro in un’intervista esclusiva a Euronews. "Ho visto tanti giocatori con grande ambizione. Vogliono imparare, migliorare, lavorare sodo e, naturalmente, non abbiamo nulla da perdere".

Per il Paese dell’Asia centrale, con oltre 36 milioni di abitanti, la qualificazione rappresenta un traguardo storico raggiunto dopo anni di tentativi e delusioni. Ma il debutto mondiale non sarà semplice: l’Uzbekistan è stato inserito in un girone complicato insieme a Colombia, Portogallo e Repubblica Democratica del Congo.