di
Matteo Pugliese
Nell'intervista al Corriere Capello aveva parlato così del suo allenatore ai tempi della Roma: «Oronzo Pugliese non capiva tanto di calcio». La replica del figlio Matteo: «Spero che in futuro vorrà essere meno superficiale»
Caro Aldo, ho letto l’intervista a Fabio Capello. Sono rammaricato per il giudizio ingeneroso che Capello dà su mio padre, Oronzo Pugliese, affermando «di calcio non capiva molto». Vorrei ricordare che mio padre lo volle alla Roma nel 1967/68 (acquistandolo dalla Spal) e che in quell’anno la Roma, fino a quando ebbe Capello in campo (il 26 novembre ‘67 Fabio si ruppe il menisco a Varese) rimase in testa alla classifica inanellando tra gli altri i seguenti risultati: Inter -Roma 1-1 , Roma-Napoli 2-1 , Roma Fiorentina 2-1 , Juventus - Roma 0-1 (con gol di Capello).
Antonio Ghirelli, al tempo direttore del Corriere dello Sport, dopo il successo sulla Juve, definì spettacolare il gioco dei giallorossi. La Roma del 1967/68 se non si fosse infortunato Capello (rientrò in squadra solo nelle ultime partite) avrebbe dato molto filo da torcere anche alle grandi del Nord. Evidenzio che all’inizio della esperienza romana di Fabio Capello, mio papà lo difese (non tutti capivano il gioco di Fabio) dicendo di lui «un centrocampista che corre a testa alta, che gioca di prima, che passa la palla ai compagni sempre rasoterra, che possiede visione di gioco e che per giunta ha il fiuto del gol, è un grande calciatore».








