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Luca Bertelli

Il figlio del Maestro, dopo l'ironia iniziale, sui social lascia spazio a uno sfogo nel quale difende il padre: «L'amarezza non è per la panchina, che nello sport si conquista e si perde, ma per il clima che si è creato attorno a una persona che ha sempre lasciato parlare il lavoro e non ha mai creato scorciatoie».

Nicolò Pirlo, 23 anni, figlio del Maestro e della prima moglie Deborah Roversi, proprietario e fondatore del brand d'abbigliamento Ventidue, era finito a sua volta nei giorni scorsi nel pentolone delle polemiche per il suo ruolo di collaboratore dell'agenzia Gersh Sports. Sui social, in queste ore cariche di tensione, prima ha commentato con due emoji chiaramente ironiche la notizia pubblicata dal profilo di Gianluca Di Marzio sul no a suo padre in nazionale, poi ha risposto a un utente che lo chiamava in causa («Collaborare nello sports marketing è l'equivalente di essere un agente iscritto all'albo? Prima di scrivere informati...»), infine nel pomeriggio odierno ha pubblicato un lungo post a difesa del padre.

«Ci sono momenti in cui la delusione - scrive - va oltre una semplice scelta. Perché non mettono in discussione solo una decisione, ma il modo in cui vengono giudicate le persone. Io so quanto ami questo lavoro, so quanti hai studiato, quanto hai sacrificato e quanto rispetto hai sempre avuto per chiunque abbia condiviso il tuo percorso. E so che i valori di cui hai parlato non sono parole, sono quelli con cui hai sempre vissuto».