"Caro fratello, ricevo il manoscritto della 'La Lupa', ma non è quello che desideravo avere". "Devo farti sapere che non si daranno più né 'La Lupa' né 'In Portineria' a Torino… il 31 dicembre devo pagare lire 4.000 a Treves". "Mi duole sentire che Ersilia sta poco bene. Dammi tosto sue notizie". Sono tre passaggi, tratti dalle lettere del carteggio familiare di Giovanni Verga (1840-1922), che oggi compare sul mercato antiquario come un insieme documentario di grande estensione: oltre 1.300 lettere, conservate in diciotto contenitori, che saranno battute all'asta da Finarte a Roma giovedì 25 giugno.
Il materiale copre un arco cronologico che va dalla fine dell'Ottocento ai primi anni del Novecento (per la precisione tra il 1881 e il 1918) e riguarda soprattutto la corrispondenza in arrivo allo scrittore siciliano, più che quella da lui inviata.
Il lotto è valutato circa 80mila euro, secondo quanto risulta all'Adnkronos, ed è stato dichiarato di notevole interesse storico e culturale dalla Sovrintendenza archivistica siciliana.
Il nucleo principale è costituito da lettere familiari e amministrative, con un ruolo centrale dei rapporti con i fratelli Pietro Verga e Mario Verga, coinvolti nella gestione pratica del patrimonio e delle questioni economiche della famiglia dell'autore di "I Malavoglia" e "Mastro Don Gesualdo".







