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Il legame tra McDonald’s e Coca-Cola è molto meno esclusivo e stretto di un tempo. Da diversi anni infatti la catena di fast food più diffusa al mondo sta provando a reagire al costante calo delle vendite delle bevande gassate tradizionali ampliando la sua offerta ad altri marchi e sperimentando prodotti nuovi, con aziende spesso concorrenti di Coca-Cola.

L’ultima novità introdotta nei ristoranti McDonald’s statunitensi – e attualmente in sperimentazione in Australia – sono per esempio la Dirty Dr Pepper, una versione di una bevanda gassata molto popolare negli Stati Uniti a cui vengono aggiunti sciroppo alla vaniglia e una schiuma di latte freddo, e la Red Bull Dragonberry Energizer, un energy drink mescolato con sciroppo al lampone e pezzi di dragon fruit essiccato. McDonald’s insomma sta introducendo nei suoi locali le cosiddette dirty sodas, cioè bibite gassate “personalizzate”, arricchite con sciroppi aromatizzati e altri ingredienti come panna, schiuma, granella e pezzi di frutta.

Con queste nuove proposte McDonald’s sta cercando di stare al passo con l’enorme successo delle catene di caffetterie come Starbucks e Dunkin’ Donuts, le cui vendite di “iced coffee”, cioè bevande fredde a base di caffè, latte, panna, sciroppi dolci e ghiaccio hanno avuto un grosso incremento negli ultimi anni: secondo una stima nel 2023 gli americani hanno speso circa 17,7 miliardi di dollari per questi prodotti, più del doppio degli 8,5 miliardi di dollari spesi nel 2016.