Svolta nell’inchiesta Atm: indagato un autista, sequestrati cellulari e dispositivi ad altri dipendenti. L'azienda li sospende

C'è un primo indagato nel caso della chat di alcuni dipendenti Atm con commenti sessisti e immagini di donne rubate dalle videocamere di sorveglianza dei mezzi del trasporto pubblico milanese. Si tratta dell'autista fotografato nei giorni scorsi da una passeggera mentre guardava la chat "Ticinese staff" - vicenda resa nota dall'attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli, nella sua newsletter "Rassegna Stanca", e poi ripreso da alcune influencer su Instagram -. È proprio da quella immagine che gli investigatori della Polizia locale sono arrivati a perquisire anche altri quattro dipendenti, per ora non indagati, che in quei momenti stavano scrivendo nella chat. Il reato ipotizzato dai pm Grazia Colacicco e Carlo Enea Parodi è quello di accesso abusivo a sistema informatico.

I provvedimenti di Atm

La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha acceso un faro sulla vicenda dopo la denuncia dell'azienda dei trasporti, che si è subito attivata per fare piena luce sull'episodio e ha sospeso i dipendenti coinvolti, anche dalla retribuzione.

Cos'è successo