L'espansione delle infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale continua a produrre effetti lungo tutta la filiera della memoria. Dopo mesi caratterizzati da aumenti dei prezzi di SSD e moduli DRAM, emergono ora indicazioni che suggeriscono un cambiamento strutturale nel mercato degli storage consumer.

Nel corso di un'intervista rilasciata a Tom's Hardware USA durante il Computex 2026, Nelson Duann, vicepresidente di Silicon Motion, tra i maggiori produttori mondiali di controller per SSD, ha dichiarato che il mercato retail delle unità a stato solido sarebbe ormai "quasi scomparso". Una valutazione che fotografa l'impatto della riallocazione delle forniture di memoria NAND verso il segmento dei datacenter AI.

Secondo Duann, i produttori di PC non riescono più a ottenere quantità sufficienti di NAND direttamente dai grandi produttori di memoria. Le aziende del settore avrebbero infatti allocato una quota crescente della produzione ai prodotti ai datacenter, riducendo le disponibilità per il mercato client tradizionale.

Questa situazione ha costretto numerosi OEM, tra cui i principali costruttori di PC, a modificare le proprie strategie di approvvigionamento. In passato aziende come Dell, HP, Acer o ASUS acquistavano direttamente gli SSD finiti o la memoria NAND dai produttori dei chip, mentre oggi sono sempre più dipendenti dai cosiddetti "'produttori di moduli", aziende che assemblano SSD completi destinati sia al mercato consumer sia a quello professionale.