HomePesaroSportVis, con la gestione Bosco massima stabilità. Un ricordo l’incubo della mancata iscrizioneMentre club come la Ternana e il Rimini ripartono dai dilettanti, i biancorossi non hanno mai avuto problemi da quando c’è il presidenteIl presidente della Vis Mauro BoscoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNon fare mai il passo più lungo della gamba il suo mantra, dar solidità a una società fragile il suo traguardo. Quando Mauro Bosco nel agosto 2019 aveva rilevato la Vis i biancorossi erano reduci da due fallimenti societari in ventisei anni, il primo nel 1993, il secondo nel 2006; ora l’iscrizione al campionato è diventata talmente scontata da non essere nemmeno più annunciata. Il tutto mentre club come il Rimini e la Ternana, l’anno scorso nel girone della Vis, sono spariti dai radar del professionismo e devono ricominciare dalle serie inferiori.

L’irrigidimento dei paletti imposti dalla Figc per salvaguardare il campionato dai frequenti fallimenti societari a stagione in corso non ha fatto tremare la società vissina. Nonostante una situazione sponsor non ancora definita la Vis ha versato senza particolari patemi la fideiussione da 350 mila euro e la tassa d’iscrizione che ne richiedeva altri 60 mila. Superiore allo 0,8 anche l’indice di liquidità, che misura quanti soldi ha in cassa un club rispetto a ciò che gli serve per pagare stipendi e fornitori. Tutto ciò è dovuto dalla capacità di progettare il futuro dell’attuale proprietà vissina. Al primo posto delle sue priorità Bosco ha infatti sempre posto la sostenibilità e a suon di plusvalenze e accurata gestione del budget è riuscito nelle ultime due stagioni a riscrivere la storia della Vis. Per la prima volta in centoventotto anni i pesaresi si sono classificati per due anni consecutivi nella parte sinistra della classifica di C e si apprestano a disputare la nona stagione consecutiva nella terza serie italiana.