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Passa dal Tribunale della Libertà il destino di Safeer Ahmed e Ali Raza, i due trentunenni pachistani accusati della strage alla stazione di servizio Ip ad Amendolara, che ha visto arsi vivi all'interno quattro braccianti agricoli: il loro conterraneo Waseem Khan, 29 anni, e gli afghani Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni. I legali dei due presunti assassini Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, del Foro di Castrovillari, ieri hanno depositato un articolato ricorso al Tribunale della Libertà di Catanzaro chiedendo il riesame del provvedimento cautelare emesso nei confronti dei loro assistiti.

Da quanto si è appreso nella tesi difensiva vengono contestati alcuni aspetti procedurali dell’impianto accusatorio, e presunti vizi formali, ed è avanzata una diversa lettura dei fatti accaduti quella maledetta mattina del 1 giugno scorso.

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