Ruderi, cave abusive, colonie chiuse da decenni, terreni confiscati al malaffare. Partono spesso da scenari come questi le storie di rigenerazione più straordinarie. Perché la rinascita di un luogo richiede visione, pazienza, coraggio e, quasi sempre, la capacità di coinvolgere gli altri in un progetto comune. Fra i trend di spicco per i viaggi estivi 2026 si fanno spazio destinazioni che sono frutto di un laborioso impegno, per dare nuova vita a territori degradati.
La Top Five delle destinazioni italiane dove l'abbandono è stato trasformato in bellezzaDall'Oasi Naturale della Campania ai castelli della Pianura Padana, fino al lungomare romagnolo: ecco i "magnifici 5" luoghi italiani che hanno saputo riscattare il proprio passato, con l'obiettivo di costruire un futuro radioso. Le nuove tendenze del turismo per i mesi estivi si confermano anche all’insegna di location di questo genere, dove vivere esperienze in cui le parole d'ordine sono slow e green tourism. MuMab MuMAB: il museo di Salsomaggiore Terme nato su un terreno strappato alla mafiaNel cuore del Parco regionale dello Stirone e del Piacenzano, a Salsomaggiore Terme (PR), un'area agricola confiscata alla criminalità organizzata è diventata un luogo di cultura e conoscenza. Il Podere Millepioppi ospita oggi il MuMAB Museo del Mare Antico e della Biodiversità, con una sezione geopaleontologica nell'edificio principale, e una naturalistica nell'ex stalla. Fossili di oltre 7 milioni di anni, denti di squalo, resti di balenottere e coralli raccontano la storia della Pianura Padana e del mare che un tempo la sommergeva. Un bene sottratto all'illegalità è così diventato presidio di memoria geologica e di turismo slow, inserito negli itinerari di Visit Emilia, la Terra dello Slow Mix tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Info: www.visitemilia.com. Oasi Naturale di Laghi Nabi, photocredit Cannavale Laghi Nabi: da cave abusive a Oasi Naturale della Campania, con il glamping più grande del MezzogiornoCave di sabbia abusive avevano ridotto il Litorale Domizio (CE) a uno scenario di erosione e abbandono. Da quella ferita è nata la prima Oasi Naturale della Campania: i Laghi Nabi. Grazie alla visione degli imprenditori Gino Pellegrino e Michele Falco, sono stati riqualificati oltre 500mila mq di territorio, con 3 laghi per 300mila mq di specchi d'acqua, immersi in 250mila mq di aree verdi recuperate dal degrado. Oggi in questa zona si sviluppa un resort ecosostenibile, dove lodge sospesi su palafitte e lussuose tende a bordo lago compongono il Nabi Resort and Glamping, il più grande del Sud Italia, un hotel, il Plana Resort, il Ristorante Res e il centro benessere Nabi Water Spa, tutti integrati nel paesaggio. Gli uccelli acquatici sono tornati, e con loro i visitatori, richiamati da canoa, birdwatching, equitazione e yoga. A vegliare su tutto, l'opera scultorea "Nature Comes Back", di Dalya Luttwak: un albero d'acciaio che abbraccia la vegetazione, simbolo perfetto di una rinascita voluta con coraggio. Info: www.laghinabi.it. Castello di Padernello Castello di Padernello: il maniero ritrovato della Bassa Bresciana che ha rigenerato un borgo e una comunitàNel paesaggio quieto della Bassa Bresciana, un castello quattrocentesco era crollato nell’oblio. Oggi accoglie oltre 45mila visitatori l'anno, e dà lavoro a un centinaio di persone. Tutto questo è stato merito di una straordinaria operazione collettiva: la Fondazione Castello di Padernello (maniero di Borgo San Giacomo), guidata da Domenico Pedroni, ha saputo unire enti pubblici, privati, associazioni e campagne di crowdfunding per restituire alla comunità un patrimonio secolare. Visite guidate tra affreschi e meraviglie storiche e artistiche si affiancano a mercati Slow Food, eventi culturali, concerti e iniziative per la sostenibilità. Intorno al castello è fiorito un intero borgo: ristoranti, scuole e botteghe artigiane di alta formazione, un agribirrificio e un albergo diffuso. Una rigenerazione in continua evoluzione. Info: www.castellodipadernello.it. Antica Corte Pallavicina, photocredit Alessandro Carra Antica Corte Pallavicina: dal rudere alla Stella MICHELIN, 20 anni di rinascita sul fiume Po Immaginate un castello trecentesco nella golena del Po, acquistato nel 1990 in stato di rudere dalla famiglia Spigaroli, un tempo mezzadri di Giuseppe Verdi, e restituito allo splendore dopo 20 anni di restauri meticolosi, mattone per mattone, con materiali dell'epoca e artigiani locali depositari di saperi antichi. Oggi l'Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR) è un relais di charme e un polo gastronomico di fama internazionale. Il castello ospita le cantine del 1320, le più antiche del mondo ancora attive, custodi del prezioso Culatello, lo chef Massimo Spigaroli guida un ristorante Stella MICHELIN da 16 anni consecutivi, celebrando la cucina del Grande Fiume, e il Museo del Culatello e del Masalèn preserva la memoria della norcineria parmense: una storia di radici, resilienza e identità territoriale. Info: www.anticacortepallavicinarelais.it. Colonia Charitas Ambrosiana, Cesenatico Cesenatico: l’ex colonia dimenticata rinnova il lungomare con i Ricci HotelsPer oltre vent'anni è rimasta lì, chiusa e fatiscente: l'ex colonia Santa Monica di Villamarina, costruita dalla Caritas Milanese, è un edificio degli anni Cinquanta (1953), che nessuno sembrava in grado di riscattare. Un lungo abbandono che è poi diventato degrado e una ferita nel tessuto urbano di Cesenatico, anche perché la colonia è stata progettata da Mario Bacciocchi (allievo di Piero Portaluppi) uno fra i grandi architetti che hanno lasciato un segno indelebile nel rinnovamento dell'architettura italiana. Bacciocchi è stato anche architetto della Famiglia Barilla e ha realizzato, fra l'altro, i primi negozi di vendita della pasta, così come ha progettato grandi opere a Milano, scuole, chiese, in Italia e all'estero. Ora la famiglia Ricci, che nella città marinara è stata tra le pioniere del settore dell’ospitalità con i Ricci Hotels (Family Resort e Bike Hotel che vantano 5 strutture con diverse formule di soggiorno) ha scelto di scommettere su questo edificio, avviando i lavori per trasformarlo in un moderno hotel affacciato sul mare. Un progetto di rigenerazione urbana, revamping e rilancio alberghiero con standard internazionale, che prevede qualità dei servizi, grandi spazi e attenzione all’ambiente. Il progetto vuole ricordare Bacciocchi mantenendo vive le sue linee architettoniche: la colonia, infatti, nella struttura originale non cambierà; il taglio razionalista e le linee pulite restano, nello spirito del progetto di ristrutturazione e ampliamento. Novanta camere, 2 piscine oltre a quella già presente, di cui una coperta e una semiolimpica da 25 metri, ristorante, lobby bar e un'ampia area esterna di 4mila mq, di cui una parte prevalente di spiaggia privata. La riqualificazione punta sulla sostenibilità, con materiali a basso impatto ambientale e un impianto fotovoltaico. L'inaugurazione é attesa nella primavera del 2028. Info: www.riccihotels.it.







