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Giuliana Ferraino

La corsa del gruppo di Elon Musk non dipende soltanto dalle scommesse su Starlink e sui viaggi spaziali. FTSE Russell, MSCI e Nasdaq hanno accelerato l'inclusione negli indici, attivando acquisti automatici da parte dei fondi passivi

A tre giorni dal debutto a Wall Street, SpaceX ha messo a segno una corsa che riscrive le gerarchie della Borsa globale. Collocato inizialmente a 135 dollari per azione, il titolo della società aerospaziale ha chiuso la prima seduta di venerdì 12 giugno con un rialzo del 19,22% a 160,95 dollari. La spinta è proseguita lunedì 15 giugno, con un rialzo del 19,6% a 192,50 dollari, per poi consolidarsi nella giornata di martedì 16 giugno, con un ulteriore +4,83% che ha fissato il prezzo a 201,80 dollari. Con questi numeri, la capitalizzazione di SpaceX sale a 2.655 miliardi di dollari, superando il valore di mercato di Amazon, pari a 2.650 miliardi.

Mentre gli investitori discutono se SpaceX valga davvero oltre 2.600 miliardi di dollari, nei mercati finanziari si sta consumando un fenomeno molto più raro e forse ancora più significativo del rally del titolo. Alcuni dei principali fornitori di indici del mondo — tra cui Ftse Russell, MSCI e Nasdaq — hanno deciso di accelerarne l'ingresso nei benchmark globali, mentre l'S&P 500 ha scelto di attenersi alle procedure tradizionali. Una scelta destinata a convogliare sul titolo miliardi di dollari di acquisti automatici da parte dei fondi passivi che amministrano migliaia di miliardi di dollari.